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Il lavoro è la mazzetta: un corrotto a settimana

I tempi cambiano e pure il tipo di tangente che adesso in diversi casi è smaterializzata: è diventata un posto di lavoro a parenti o consulenze clientelari, specie tra agosto 2016-agosto 2019, il triennio analizzato da Anac nella relazione annuale 2019.

Ci sono stati 117 arresti per corruzione correlati al settore degli appalti: sono stati eseguiti arresti ogni 10 giorni circa. Ma il dato peggiora se ci si riferisce a tutti i provvedimenti della magistratura contro la corruzione: 152, uno a settimana, solo a considerare quelli scoperti.

La mazzetta continua a rappresentare il principale strumento dell’accordo illecito, sovente per importi esigui (2.000-3.000 euro ma in alcuni casi anche 50-100 euro appena).

Fonte: Il Fatto Quotidiano del 18.10.2019 di Antonella MAscali

Rispetto al passato la corruzione è diventata pervasiva, “pulviscolare” e i pubblici ufficiali si vendono per una manciata di soldi. Negli ultimi tre anni c’è stato, di media, un arresto ogni settimana per corruzione. È il quadro che emerge dalla relazione dell’Anac, l’Autorità anticorruzione, che vede per l’ultima volta la firma del presidente Raffaele Cantone, dalla settimana prossima di nuovo con la toga addosso, al Massimario della Cassazione.

GLI APPALTI pubblici continuano a essere quelli in cui si riscontrano di più casi di corruzione, ma i tempi cambiano e pure il tipo di tangente che adesso in diversi casi è “smaterializzata“. È diventata un posto di lavoro a parenti o consulenze”clientelari”, specie tra agosto 2016-agosto 2019, il triennio analizzato. Sindaci e amministratori locali in genere i più corrotti fra i politici. E Cantone ribadisce: “Sono preoccupato dell’abbassamento di una serie di regole di cautela nel sistema appalti. Il tema della corruzione sembra scomparso dai riflettori“. Il presidente uscente si è pure tolto un pugno di sassolini dalle scarpe, rispetto all’ex governo giallo-verde. Riferendosi alla Spazzacorrotti, ha detto: “Certamente in un dato momento si è spostata l’attenzione sulla corruzione ritenendo si potesse risolvere tutto con le manette” e quando l’Anac ha denunciato l’abbassamento delle `logiche per i controlli sugli appalti, ci è stato detto: ‘Si, ma ci sono gli agenti infiltrati, come se gli agenti infiltrati andassero a tutti gli appalti…”. Quanto all’ipotesi attuale delle manette per gli evasori, invece, è possibilista: “Credo sia giusto un inasprimento di sanzioni, con riferimento ai fatti più gravi di evasione. Con le manette non si risolvono i problemi ma l’evasione è un reato grave ed è giusto che sia punito“.

Venendo al merito del rapporto Anac, ci sono state 117 arresti per corruzione “correlati al settore degli appalti: sono stati eseguiti arresti ogni 10 giorni circa”. Ma il dato peggiora se ci si riferisce a tutti i provvedimenti della magistratura contro la corruzione: “152, uno a settimana, solo a considerare quelli scoperti”.

LA CORRUZIONE “pulviscolare” di oggi, precisa l’Anac, non significa che “non sia pericolosa: spesso la funzione è svenduta per poche centinaia di euro e ciò, unitamente alla facilità con cui ci si mette a disposizione, consente una forte capacità di penetrazione al malaffare“. Sono oltre 40 i politici arrestati, ma il grosso dei provvedimenti riguarda i burocrati: “Sono stati 207 i pubblici ufficiali/incaricati di pubblico servizio indagati per corruzione“. Rispetto alla Prima Repubblica “ancillare risulta il ruolo dell’organo politico. I numeri appaiono comunque tutt’altro che trascurabili, dato che sono stati 47 i politici indagati (23% del totale). Di questi, 43 sono stati arrestati: 20 sindaci, 6 vice-sindaci, 10 assessori e 7 consiglieri ( più altri 4 indagati a piede libero)“. La mazzetta continua “a rappresentare il principale strumento dell’accordo illecito, tanto da ricorrere nel 48% delle vicende esaminate, sovente per importi esigui (2.000-3.000 euro ma in alcuni casi anche 50-100 euro appena) e talvolta quale percentuale fissa sul valore degli appalti“.

Ma a fronte di questa “ritirata del contante si manifestano nuove e più pragmatiche forme di corruzione. In particolare, il posto di lavoro si configura come la nuova frontiera del pactum sceleris: soprattutto al Sud l’assunzione di coniugi, congiunti o soggetti comunque legati al corrotto è stata riscontrata nel 13% dei casi. A seguire, l’assegnazione di prestazioni professionali (11%). Le regalie sono presenti invece nel 7% degli episodi.

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