Approfondimenti

Lombardia in nero mappa del crimine

Dalle relazioni dei procuratori della Repubblica, da Milano a Mantova, emerge il potere oscuro dei clan della `ndrangheta. Delitti in calo, città più sicure. Allarme per le estorsioni a Lecco, reati ecologici in forte crescita.

Nei fascicoli dei detective la radiografia delle scelte di grandi e piccoli criminali.

La `ndrangheta cresce in ogni distretto giudiziario, ma si spara e si uccide di meno. I clan puntano a ricattare quello che si può definire il “patrimonio aziendale”, e cioè gli insospettabili che proteggono i boss.

 

Tratta dal Monitoraggio della Presenza mafiosa in Lombardia redatto dall’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università degli Studi di Milano (Cross)

 

Fonte: La Repubblica Milano del 04.02.2020 di Luca De Vito

 

Brescia: jihadisti islamici fanno proseliti 
Nel territorio della Leonessa non proliferano soltanto le locali ‘ndrine di Reggio Calabria e la stidda di Gela, sodalizi indipendenti ma che hanno modi e tradizioni delle terre d’origine. Questo è terreno fertile anche per lo jiadismo islamico: il 25 enne Khan Yasin che faceva proselitismo per l’Isis su Internet, Samet Imishti il piastrellista kosovaro che su Facebook minacciava il Papa, Samir Bougana il foreing fighter nato a III v Gavardo. E poi ancora il processo contro i finanziatori del terrorismo e in particolare i jihadisti di Al Nusra e Jabhat Fateh El Sham che facevano arrivare i soldi tramite il meccanismo della hawala, sistema di trasferimento del debito che si ispira alla legge islamica. Un problema serio perla procura che ha definito il territorio bresciano «tra quelli più interessati dall’attività terroristica di proselitismo dello jiadismo islamico».

Bergamo: Droga e prostitute in mano agli albanesi
La Bergamo “nera” si concentra soprattutto nel capoluogo di provincia e nella bassa bergamasca, ovvero dove girano più soldi. Oltre alla ‘ndrangheta che non manca mai — in provincia di Bergamo si sono trasferiti i crotonesi Paparo che hanno lasciato l’hinterland milanese — stanno emergendo in questo territorio le cosiddette mafie internazionali. Ci sono i gruppi albanesi che hanno in mano la droga e la prostituzione, organizzati in famiglie con strutture non diverse da quelle dei clan calabresi. Sempre più attive poi le organizzazioni criminali cinesi, specializzate in reati fiscali e nell’esportazione di capitali: mafie violente, che uccidono, come nel caso di Hu Zhijun, 23enne gestore di una sala slot freddato con due colpi di calibro 9 alla schiena e ritrovato incaprettato in un bosco di Albano Sant’Alessandro.

Mantova: I reati ambientali l’ultima emergenza
Il tema ambientale in questa provincia è da sempre delicato. Qui c’è uno dei luoghi più inquinati d’Italia, ovvero i laghi di Mantova su cui insiste il polo chimico, che rientra nella triste categoria dei Sin (siti di interesse nazionale): sul tema sono partiti diversi procedimenti penali ma la programmazione delle bonifiche è in drammatico ritardo. Non mancano anche altre forme di delinquenza ambientale che contribuiscono a rendere Mantova una pecora nera della Lombardia da questo punto di vista: secondo la relazione della procura sono in crescita i reati in materia di inquinamento di acqua, suolo e aria, anche per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti. Una delle più note cartiere della città, la Pro Gest, si è vista sequestrare 85 mila tonnellate di balle di cartone destinate al riciclo. Per i finanzieri e i pm avevano livelli di impurità che superavano i limiti di legge.

Cremona: Decine di truffe nell’agroalimentare
La procura cremonese si sta concentrando sull’agroalimentare, un settore chiave per la zona anche dal punto di vista economico: campi e allevamenti (principalmente suini) generano oltre il 5 per cento del Pil provinciale. Ma in un settore così ricco, la criminalità mette facilmente radici: non solo con reati economici e tipicamente
aziendali (come l’evasione fiscale), ma anche per gravi mancanze per quanto riguarda la qualità degli alimenti e del lavoro. Decine i casi scoperti nell’ultimo anno: dalle 8mila uova sequestrate perché di provenienza sconosciuta, alle confezioni di finto Parmigiano Reggiano, dai vitelli arrivati dall’estero e spacciati come italiani, alla falsificazione delle etichette degli ingredienti nelle confezioni dove in realtà se ne trovavano altri rispetto a quelli descritti.

Busto Arsizio: Indagine Krimisa filo diretto con Cirò
È un territorio socialmente ed economicamente denso quello che rientra sotto il dominio della procura di Busto Arsizio. Dove negli ultimi anni i clan calabresi hanno conquistato spazio. La locale “Lonate-Legnano”, proiezione delle famiglie Farao e Marincola originarie di Cirò Marina tiene sotto controllo i comuni di Busto Arsizio, Lonate Pozzolo, Ferno, Samarate, Legnano, San Vittore Olona, Cerro Maggiore. L’inchiesta Krimisa (coordinata però dalla Dda di Milano) ha evidenziato anche i loro legami con la politica locale. Nel punto di congiunzione tra le province di Varese, Milano e Como si estende invece il territorio delle famiglie di Reggio Calabria, gli Spinella, i De Marte e i Tripepi che gravitano tra Cislago, Mozzate, Gerenzano e Saronno. Non mancano poi esponenti della famiglia Arena originaria di Isola di Capo Rizzuto (Crotone).

Lecco: Più estorsioni “Segnale grave”
A guardare le statistiche, nella provincia di Lecco le cose sembrano andare relativamente bene: se furti, rapine e spaccio sono in netto calo, in crescita ci sono reati particolarmente odiosi come i casi di usura, le truffe e le estorsioni. A destare preoccupazione sono in particolare queste ultime (cresciute da 61 a 81 negli ultimi due anni) visto che per gli investigatori potrebbero essere il segnale di una «certa ricomparsa della storica criminalità organizzata radicata sul territorio», si legge nella relazione annuale. Crescono anche i reati in materia tributaria, ovvero le frodi fiscali, salite del 23,33 per cento, così come i reati ambientali che hanno visto un incremento del 68,42 per cento. Ma in questo caso, forse, la causa è da cercare nella «mancanza sul territorio di organismi di polizia giudiziaria dedicati».

Lodi: Denunce di stalking trovano ascolto
Lo stalking è un reato purtroppo molto diffuso, ma a Lodi spicca per l’aumento del 48 per cento nell’ultimo anno. Alla pura statistica dalla procura hanno risposto con l’aumento da tre a quattro sostituti procuratori dedicati ai reati disciplinati dal “codice rosso”, ovvero contro la violenza di genere. Numeri che mettono in evidenza anche un’altra statistica, ovvero la sostanziale diminuzione di quasi tutti gli altri tipi di reato: dai furti alle rapine, dalle estorsioni ai reati contro la pubblica amministrazione, passando per quelli informatici e ambientali. Due soli gli omicidi di cui per altro è stato individuato in entrambi i casi il presunto colpevole. Tutto tranquillo quindi? Forse, ma non se si va a vedere le aziende: le bancarotte fraudolente sono in «deciso aumento».

Monza: I blitz non allentano lo spaccio di droga
Tanti imprenditori, forte rischio di infiltrazione mafiosa. Lo sanno bene a Monza, dove secondo gli investigatori «le radici della ‘ndrangheta hanno permeato il territorio determinando un indotto delinquenziale e di alleanze assai tenace». Con una nuova particolarità: i tentativi di speculazione edilizia pilotati dai clan si concentrano proprio laddove la crisi economica ha lasciato poli industriali dismessi da riqualificare. L’altra spina nel fianco con cui i magistrati monzesi si trovano ad avere a che fare è il parco delle Groane, la più grossa area di spaccio della Lombardia. Recenti operazioni dei carabinieri hanno individuato gruppi di nordafricani che gestiscono la vendita di hashish ed eroina a prezzi stracciati. Ma è come svuotare il mare con un cucchiaino: per gli spacciatori infatti basta spostarsi un po’ più in là, sempre dentro il bosco, per continuare a vendere indisturbati.

Pavia: Sanità e corruzione fari accesi da tempo
La Sanità e i rifiuti. A Pavia l’occhio dei magistrati si concentra su questi due ambiti, entrambi spesso oggetto di attenzioni criminose. II Policlinico San Matteo e la Fondazione Maugeri «suscitano comprensibili appetiti della criminalità con concreti pericoli di infiltrazioni ‘ndranghetiste: inutile dire che entrambe queste due realtà sono sotto la lente della Procura». Nel primo caso si indaga su un buco da 46 milioni, mentre 23 persone andranno a processo in aprile per bancarotta fraudolenta alla Maugeri. Sul territorio pavese c’è poi il problema dell’ampia diffusione di discariche non autorizzate: capannoni che vengono stipati di rifiuti abusivi a cui viene poi dato fuoco quando sono pieni. II caso più grave è stato l’incendio doloso di Corteolona per cui sono state arrestate sei persone.

Sondrio: I pendolari dei furti colpiscono i negozi
In Valtellina la principale preoccupazione sono i ladri e i rapinatori. Se è vero che i colpi in appartamento sono scesi del 15 per cento, la macro categoria dei furti è in crescita del 6 per cento, e sono soprattutto quelli che avvengono all’interno dei negozi. Dalle indagini svolte nell’ultimo anno emerge che la maggior parte dei ladri non è del territorio, ma sono pendolari del furto che arrivano nella provincia di Sondrio per fare i colpi in trasferta. Da segnalare anche la crescita dei reati ambientali, saliti del 50 per cento (ma non si registrano problemi legati al traffico di rifiuti). L’abusivismo rimane sotto la lente, anche se speculazioni edilizie in grande scala non se ne registrano: tuttalpiù si tratta di abusi legati alle case dei singoli, ovvero piccole modifiche furbesche che non vengono dichiarate.

Milano: La zona grigia tra mafia e politica
Il pallino del procuratore Francesco Greco sono da sempre i reati finanziari: da quando c’è lui alla guida delle procura, il lavoro di investigazione si è concentrato su grandi gruppi industriali italiani e stranieri. Con la creazione di una task force tra Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate, Agenzia delle dogane e Procura che ha portato — solo dai grandi gruppi — circa 4,4 miliardi di euro di recupero fiscale. Nel mirino ci sono finiti tutti i settori più ricchi: la digital economy, la moda, le banche. Ma gli investigatori stanno indagando anche nella zona grigia tra mafia, corruzione e politica. Prova ne è l’inchiesta “Mensa dei Poveri” che ha svelato collegamenti tra società pubbliche (Amsa), imprenditori (D’Alfonso), politici locali (Comi, Caianiello, Tatarella) e personaggi vicini alle famiglie di ‘ndrangheta (Molluso), in una triangolazione pericolosa tra Milano e Gallarate.

Varese: L’evasione di capitali è un allarme sociale
I valichi di confine con la Svizzera qui sono una calamita per riciclatori e trafficanti. Ma a Varese la vera piaga è l’evasione fiscale che ha portato nell’ultimo anno a valanghe di sequestri. «Si evidenziano reati di evasione di notevolissimo allarme sociale», scrivono i magistrati. E non sembrano avere torto se si pensa ai due principali dibattimenti in corso, in cui la portata dell’evasione è nell’ordine delle centinaia di milioni di euro. Uno è il caso della banda di 18 persone (tra prestanome, commercialisti e collaboratori tuttofare) che avevano creato 5 aziende inesistenti che facevano false fatture per accumulare crediti d’imposta per una manovra da oltre 300 milioni di euro sottratti al fisco. E poi c’è il caso della Casti Group accusato di aver evaso un miliardo e 200 milioni di euro con l’emissione di circa diecimila fatture false.

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