Notizie

Vigevano – Frode al fisco

Nel gennaio del 2019 gli uomini del nucleo di polizia economica finanziaria di Pavia hanno notato un aumento del passaggio di cisterne con targhe slovene o croate (anche con l’aiuto della Polstrada di Pavia e dell’ufficio Dogane di Pavia) verso i depositi della Tecno Petrol. Così è iniziata è iniziata l’inchiesta:  le Fiamme Gialle hanno scoperto che i presunti responsabili della frode (i tre amministratori di fatto della Tecno Petrol) acquistavano il combustibile tramite delle società «cartiere» (costituite esclusivamente per frodare il fisco).

Vigevano, frode al fisco: 13 arresti La banda legata ai big del crimine
Giro da 400 milioni, base della truffa un’azienda cittadina

Ai domiciliari anche un commercialista di Casorate

Fonte: La Provincia Pavese del 04.02.2020 di Adriano Agatti

Scoperta una maxi frode fiscale nel commercio dei combustibili attraverso l’emissione di false fatture: la base operativa era a Vigevano alla Tecno Petrol, una ditta che ha sede in via Galli nella zona industriale. Gli uomini della Guardia di Finanza hanno arrestato 13 persone e hanno eseguito circa trenta perquisizioni nel territorio nazionale.

IL RAGGIRO

Sequestrato denaro per 170 mila euro e beni immobili per 60 milioni di euro. Tra gli arrestati anche un commercialista di Casorate che ha ottenuto i domiciliari. Gli investigatori delle Fiamme gialle hanno calcolato che la truffa provocava un danno all’erario di 700 mila euro al giorno legati in particolare ai mancati versamenti dell’Iva. La «banda» che secondo l’accusa, aveva legami con la criminalità organizzata compreso il clan Casamonica e ad organizzazioni camorristiche, avrebbe emesso fatture false per un importo di 400 milioni.

I COINVOLTI

Sono stati arrestati Vincenzo Lamusta, 45 anni, residente a Milano, amministratore di fatto della Tecno Petrol noto con i soprannomi di Gesù o semidio, Nicandro Di Guglielmi, 41 anni, residente a Roma anche lui amministratore della ditta vigevanese e Stanislao De Biase, 47 anni, abitante a Napoli, amministratore di fatto della Tecno Petrol. In carcere anche Eustachio Nicoletti, 38 anni, abitante a Roma e amministratore di fatto della Pianeta Car Srl, Franco Coppola, 66 anni, abitante a Milano e Ylenia Cicchiello, 32 anni, domiciliata a Vigevano in via Trivulzio e responsabile amministrativa della Tecno Petrol. Sono stati messi ai domiciliari Giovanni Tonarelli, il commercialista di Casorate che ha 54 anni e sarebbe stato il regista contabile della truffa, Alberto Mirco Drusian, 45 anni di Oderzo, in provincia di Treviso, Mirco Quaresmini, 52 anniresidente a Brescia, Mario Castiglioni, 50 anni, abitante a Cerano, in provincia di Novara, Andrea Adami, 26 anni, abitante a Concesio, in provincia di Brescia e Giuseppe De Stefano, 81 anni, di Roma.

L’operazione della Guardia di finanza è stata spiegata nel corso di una conferenza stampa organizzata al comando provinciale delle fiamme gialle in corso Garibaldi. Erano presenti il procuratore della repubblica di Pavia Giorgio Reposo, il procuratore aggiunto Mario Venditti, il sostituto procuratore Carlo Palermo, il comandante provinciale della Guardia di finanza Luigi Macchia, il tenente colonnello Luca Vassena e il maresciallo aiutante Mauro Gennari.

Nel gennaio del 2019 gli uomini del nucleo di polizia economica finanziaria di Pavia hanno notato un aumento del passaggio di cisterne con targhe slovene o croate (anche con l’aiuto della Polstrada di Pavia e dell’ufficio Dogane di Pavia) verso i depositi della Tecno Petrol. L’inchiesta è iniziata così e le fiamme gialle hanno scoperto che i presunti responsabili della frode (i tre amministratori di fatto della Tecno Petrol) acquistavano il combustibile tramite delle società «cartiere» (costituite esclusivamente per frodare il fisco) a loro riconducibili da operatori con sedi nella Repubblica Ceca, Cipro, Croazia e Romania. Poi, grazie ad un giro di fatture false, riuscivano a rivendere il carburante a clienti in tutto il territorio nazionale. I due «grossisti» della rivendita sono in provincia di Verbania e di Treviso. Si tratta della frode carosello che prevede il passaggio di beni tra società di stati diversi per evadere il fisco.

Gli introiti, ottenuti attraverso la falsificazione dei bilanci delle società e ai mancati versamenti di imposte, venivano riciclati con il reimpiego del denaro per attività illecite come il pagamento in nero degli stipendi o l’acquisto di beni di lusso. Beni come orologi del valore di 100 mila euro, automobili Porsche, Lamborghini e Ferrari o vacanza a bordo di yacht da 15 mila euro al giorno. Ai vertici dell’organizzazione elementi di spicco della criminalità organizzata. Vincenzo Lamusta, il semidio, era la mente del gruppo e si occupava della gestione operativa della frode.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Show Buttons
Hide Buttons