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Allarme Magistrati: “Codice Rosso Per Mafia E Usura”

Ascoltati nelle Commissioni riunite Finanze e Attività produttive, nell’ambito del decreto sulle garanzie pubbliche per la liquidità delle imprese, il pm antimafia De Raho, i procuratori di Milano  Framcesco Greco e di Napoli Giovanni Melillo: “Tracciare i flussi di denaro e usare conti dedicati. I prestiti garantiti Procedure veloci peri 25 mila eura controlli per gli Art Il Viminale: Tutte le aziende sono in pericolo”

I procuratori Federico Cafiero de Raho, Giovanni Melillo e Francesco Greco

Fonte: Il Fatto Quotidiano del 30.04.2020 di Marco Franchi

Tracciabilità dei flussi finanziari, potenziare i controlli e creare una sorta di “codice rosso” per le segnalazioni di operazioni sospette. Sono alcune delle proposte dei procuratori italiani ascoltati nelle Commissioni riunite Finanze e Attività produttive, nell’ambito del decreto sulle garanzie pubbliche per la liquidità delle imprese. Parliamo di prestiti fino a 300 miliardi che possono usufrire della garanzia dello Stato.

Per il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho, c’è il rischio usura per le aziende in difficoltà, e quindi “è essenziale applicare la norma sulla tracciabilità dei flussi finanziari”. “Nel decreto liquidità – ha spiegato – va previsto che tutti i movimenti devono essere registrati su conti correnti dedicati e devono essere effettuati tramite bonifico per consentire la piena tracciabilità e individuare l’accaparramento di finanziamenti pubblici da parte della criminalità”. Per De Raho quindi “vanno potenziati monitoraggio e controllo delle segnalazioni su operazioni sospette. Prefetture e Dna potrebbero gestire le informazioni prodotte con autocertificazione dalle aziende”, e inoltre “bisogna puntare sulla normativa antiriciclaggio”.

La ricetta del procuratore capo di Milano Francesco Greco invece riguarda la necessità di “assicurare al finanziamentogaranti to dallo Stato la massima tempestività e immediatezza perché ogni ritardo pregiudica l’effetto sperato”. L’altro principio che deve guidare la normativa deve essere, secondo Greco, la “massima tutela dell’intermediario finanziario”, in tal senso “la massima sicurezza” sarebbe garantita da due condizioni: “prevedere una seria autocertificazione che riguarda i requisiti patrimoniali, fiscali e reputazionali del soggetto che chiede il finanziamento” e dall’altro “prevedere dei conti dedicati per poter tracciare il denaro”; conti dedicati che riguarderebbero i finanziamenti “superiori ai 25mila euro”, perché “anche un controllo dello stato successivo non può disperdersi in mille rivoli”. Per Greco, però, bisogna anche “modificare leggermente le fattispecie, aumentare le pene, lasciare sotto il profilo meramente amministrativo, quindi togliere via dal penale, ifinanziamenti fino a 25mila euro”.

In commissione anche il procuratore capo di Napoli, Giovanni Melillo. Ecco la sua proposta: “Il Parlamento, come ha fatto per i reati diviolenzadomesticaedi genere, può valutare una sorta di `codice rosso’ per le segnalazioni di operazioni sospette, per assegnare priorità assoluta alla trattazione sia delle indagini che dei processi relativi ai più gravi abusi collegati alla dispersione di queste risorse”. Per il procuratore capo di Napoli “occorre monitorare le attività commerciali esistenti sul territorio proprio per intercettare gli eventuali interessamenti anche indiretti, ad esempio alla vendita delle societàoallacessione di quote dei pacchetti azionari delle società che esercitano queste imprese”. Proprio ieri il ministero dell’interno ha avvertito: “Nella Fase due l’intero circuito produttivo e commerciale è a rischio infiltrazione delle organizzazioni mafiose”.

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