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Rifiuti, col virus favori alle aziende

Regione Lombardia emette due ordinanze che accordano alle aziende che si occupano di smaltimento un regime derogatorio. Contrariamente alle previsioni, però, il volume prodotto non raggiunge il punto critico.E così le ordinanze rischino di aver sanato illeciti pregressi. Qui la mia intervista a Elisabetta Reguitti per il Fatto Quotidiano.

Foto Claudio Furlan/LaPresse 16 Aprile 2020 Milano (Italia)

Fonte: Il Fatto Quotidiano del 07.01.2021 di Elisabetta Reguitti

IL COVID-19 per le aziende di rifiuti in Lombardia? “Potrebbe essere stata una vera e propria sanatoria di illeciti progressi perché non c’è mai stata alcuna criticità di smaltimento ma, nonostante questo, Regione Lombardia ha consentito che le aziende smaltissero in deroga”. La denuncia arriva da Monica Forte, consigliera e presidente della Commissione speciale antimafia, anticorruzione, trasparenza e legalità del Pirellone.

Tutto nasce all’inizio dell’emergenza Covid, quando ci si attendeva un aumento della produzione di rifiuti, in particolare sanitari.”Dal ministero dell’Ambiente erano arrivate indicazioni circa possibili rischi di mancata tenuta del sistema”. Così la Regione emette due ordinanze che accordano alle aziende che si occupano di smaltimento un regime derogatorio. Contrariamente alle previsioni, però, il volume prodotto non raggiunge il punto critico. “Tutti i documenti certificano che non si è mai registrato l’atteso incremento“: vero è che tra 2019 e 2020 si è verificato un aumento del 30%, ma “potrebbe essere la conseguenza di contratti stipulati nel periodo pre-Covid; si tratta di numeri che comunque non hanno mai mandato in crisi il sistema”. Tanto che la direzione del settore Ambiente in diverse relazioni scrive: “In nessun momento dell’emergenza sanitaria sono state registrate criticità nella gestione dei rifiuti. I gestori non sono entrati in sofferenza come temevamo e hanno potuto trattare interamente il flusso dei rifiuti sanitari generati con gli impianti dedicati”.

Per Forte, quindi, “le due delibere andavano sospese”, invece sono arrivate a scadenza senza che nessuno a Palazzo Lombardia prendesse atto della loro inutilità. Nel frattempo però un centinaio di imprese di smaltimento hanno richiesto la deroga. Ma queste, prosegue Forte, “secondo l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente non coincidono con chi ha dichiarato la quasi saturazione degli stoccaggi: diverse aziende l’hanno richiesta in modo preventivo pur avendo gli stoccaggi al 60% della capacità“. Si è preferito, quindi, un sistema derogatorio nonostante non fosse necessario e non sono state chieste garanzie aggiuntive alle aziende come ulteriori fideiussioni a garanzia di eventuali rischi incendio. “Non mi risulta nemmeno che siano stati fatti controlli per accertare che le deroghe ottenute riguardassero sostanze entrate in azienda nel periodo dell’emergenza e non prima. Eppureaggiunge la consigliera sarebbe bastato farsi inviare le bolle di scarico merci per verificare l’effettiva data di ingresso dei materiali“. Le due ordinanze “non tengono conto di una serie di criticità che possono favorire il fenomeno di gestione illegale dei rifiuti. Proprio gli impianti autorizzati al deposito temporaneo conclude sono quelli su cui si appuntano gli interessi delle filiere di gestione illegale“.

e.reguitti@gfattoquotidiano.it

 

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