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Droga al posto del cibo a domicilio. La nuova frontiera dell’home delivery

Cena con pizza, hamburger o sushi? No: cocaina, marijuana o hashish.

Nuove frontiere dell’home delivery quelle raggiunte da un trio di giovani peruviani che distribuivano droga a domicilio uscendo in scooter come fossero dei rider, con gli ormai consueti borsoni sulle spalle di Glovo o Deliveroo. Contenitori nei quali, invece del cibo, mettevano sostante varie in busta  contrassegnate dal nome del destinatario con tanto di indirizzo per la consegna.

 

Fonti: Corriere Milano del 03.04.2021 e it.sputniknews.com

 

L’indagine l’hanno fatta gli agenti del Nucleo contrasto stupefacenti della polizia locale di Milano che il 1 aprile hanno sequestrato più di cinque chili di droga tra erba, fumo e coca e arrestato per detenzione a fini di spaccio due ragazzi di 18 e 22 anni.

Ai tempi del lockdown nella maggior parte dei paesi del mondo, dovuto alla pandemia del coronavirus, soffre anche il business dei venditori di droga. In questa situazione i gruppi criminali ricorrono alle strategie più sofisticate e sfruttano i rider che consegnano il cibo a domicilio.

L’Organizzazione internazionale della polizia criminale (Interpol) denunciava già nel 2020 i casi di trasporto di sostanze stupefacenti ed altre merci proibite mediante i rider.

Interpol avverte che le organizzazioni criminali utilizzano i servizi di consegna di cibo per trasportare sostanze stupefacenti e altri beni illeciti mentre i paesi sono in lockdown per via della pandemia globale di COVID-19”, si legge in un rapporto dell’Organizzazione.”

Come riferito dal comunicato, le forze dell’ordine hanno verificato casi in cui i servizi di delivery trasportano anche cocaina, marijuana, ketamina ed ecstasy.

In Spagna lo scorso anno, ad esempio, sono state arrestate sette persone vestite da uomini che consegnano cibo. Essi viaggiavano in bicicletta, in moto e in auto e avevano sostanze stupefacenti nel doppio fondo dello zaino. In un caso in Irlanda otto chilogrammi di cocaina e due pistole erano nascosti in scatole per pizza.

I rider possono essere complici o elementi involontari nelle reti di trasporto di stupefacenti. In alcuni casi noti all’Interpol a volte i sospetti si erano vestiti da addetti alle consegne mentre in altri casi i rider hanno deliberatamente e volontariamente trasportato droga da organizzazioni criminali al fine di ottenere guadagni finanziari”, afferma Interpol.

 

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