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Il lockdown aiuta il gioco illegale

4 MILIARDI sottratti al fisco dal gioco illegale a cui si dedicherebbero almeno quattro milioni di persone. Altro dato che allarma è la diffusa tolleranza tra gli italiani del gioco illegale che invece va a finanziare la criminalità organizzata. Quanto all’online, la raccolta nel 2020 ha sfiorato i 50 miliardi di euro con un tasso di crescita rispetto all’anno precedente pari a circa il 35%.

Fonte: La Repubblica del 19.07.2021 di Marco Frojo

 

LA pandemia ha fatto crollare il gioco legale e alimentato quello illegale. Un’occasione che la criminalità organizzata non si è fatta sfuggire. A lanciare l’allarme è Marcello Minenna, direttore generale dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli (Adm), l’istituzione che vigila sul settore dei giochi ed è responsabile di alcuni di essi. Per arginare questo fenomeno il numero uno di Adm invoca un intervento normativo che stabilisca nuove regole e sbarri la strada all’avanzata dell’illegalità. «L’emergenza sanitaria con la chiusura delle sale da gioco legali ha favorito di fatto la presenza di infiltrazioni mafiose mettendo in difficoltà un’intera filiera produttiva che mantiene famiglie e imprese. Credo che mai come ora sia improcrastinabile riscrivere in un testo unico le regole dei giochi, includendo anche che una parte delle entrate possano andare a Regioni e Comuni per dotarsi, ad esempio, degli strumenti necessari per la cura delle ludopatie – spiega Minenna – Bisogna agire con maggiore forza anche sul fronte delle sanzioni al gioco illegale e all’evasione da imposte da gioco. Basti pensare che ad oggi l’Agenzia è regolata da circa 800 norme, 150 soltanto nel settore del gioco. Ora si tratta di dare un segnale di concretezza per regolamentare questo settore. Altrimenti si finisce per lasciare campo all’illegalità».

IL DANNO AL FISCO
Utilizzando i dati contenuti nell’ultima relazione fatta dal procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero de Raho, il direttore generale di Adm quantifica in 20 miliardi di euro il giro d’affari stimato del gioco illegale, cifra che comporta un danno per il fisco di circa 4 miliardi di euro. «Questi numeri rappresentano un campanello d’allarme al quale Adm ha prontamente risposto con una serie di iniziative, fra cui l’istituzione nel 2020 del Copregi, il Comitato per il contrasto al gioco illegale, di cui fanno parte Adm e le forze di polizia: Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato. In un anno il Copregi è intervenuto in oltre 50 province, individuando 200 sale con gioco illegale e irrogando sanzioni per quasi 1 milione di euro – afferma Minenna – Quanto all’online, la raccolta nel 2020 ha sfiorato i 50 miliardi di euro con un tasso di crescita rispetto all’anno precedente pari a circa il 35%. Per questo riteniamo urgente aumentare i controlli e le verifiche sulla regolarità contributiva e fiscale dell’esercente del gioco. Le giocate online hanno una tracciabilità che ci consente una completa verifica su eventuali operatività complesse, attraverso strumenti di analisi quantitativa per identificare schemi ripetitivi che possono nascondere fenomeni di riciclaggio e trasferimenti di liquidità».

L’ATTENZIONE DEL MINISTERO
La necessità e l’urgenza di un ampio intervento normativo nel settore dei giochi è sentito anche fra numerosi esponenti politici. Il sottosegretario al ministero dell’Economia e delle finanze (Met), Claudio Durigon, ha lanciato la proposta di tenere degli Stati Generali” in autunno per arrivare a proposte concrete da inserire nella legge Finanziaria. «Speriamo di dare presto una legge quadro insieme all’Agenzia dei Monopoli; non si può lasciare il settore con regole non certe – spiega Durigon – Raccolgo gli auspici che continuano a arrivarmi da diversi fronti sottolineando l’importanza di un momento di incontro, degli Stati Generali, allargato a tutti i soggetti del parlamento e dei ministeri, in autunno, prima della manovra finanziaria. Stiamo lavorando per creare tavoli di confronto con le Regioni, il ministero degli Affari regionali e le altre istituzioni. Altri temi fondamentali riguardano le proroghe delle concessioni.

IL PROFILO DEL GIOCATORE che si rivolge ad operatori illegali, siano essi online o offline, è stato tratteggiato da un recente studio realizzato dalla Luiss Business School e da Ipsos. Ebbene, non si tratta, come si potrebbe facilmente pensare, di un soggetto ai margini della società: si tratta invece di una persona integrata nel tessuto sociale che ha un’occupazione (72%) e un tenore sopra la media (14%). E inoltre prevalentemente uomo (nel 71% dei casi), più giovane della media dei giocatori e residente soprattutto al Sud e nelle Isole. Un altro dato molto interessante che emerge dalla ricerca è l’indulgenza con cui è visto il gioco illegale: solo due italiani su tre ritengono che si possano avere problemi con la legge, percentuale che scende a uno su due tra i giocatori dei canali illegali. Ma la tolleranza rispetto ai comportamenti illegali sembra essere in contrasto col percepito generale del gioco illegale, che è considerato un problema serio dall’86% degli italiani e persino dal 69% dei giocatori dei canali illegali. «Lo studio evidenzia diverse dinamiche che meritano l’attenzione di chi è chiamato a riflettere sul futuro del gioco legale – dice il presidente di Ipsos, Nando Pagnoncelli – Abbiamo rilevato più di 4 milioni di giocatori in canali illegali che, a differenza di quanto spesso si pensa, non sono degli individui marginali, ma pienamente inseriti nella vita civile e sociale. Un altro fenomeno che merita attenzione è il gioco legale non consapevole, agito da chi non comprende bene il limite tra legalità e illegalità, fenomeno che osserviamo sia on-line sia off-line. Una strategia comunicativa più efficace sembra essere necessaria per far uscire dall’illegalità questa quota di giocatori».

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