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Milano-Cortina: La ‘Ndrangheta Si È Già Infiltrata

Milano-Cortina: la ‘ndrangheta si è infiltrata. Spunta una società riconducibile a un affiliato nei lavori di sterro a Scalo Romana per il villaggio olimpico. Ai domiciliari Pietro Paolo Portolesi, 53enne già condannato per mafia in via definitiva. Sequestrati cinque milioni e mezzo di euro. Diverse conversazioni intercettate col geometra che gestiva la bonifica del sito ferroviario.

 

Fonte: Avvenire Milano del 16.06.2022 di Simone Marcer

I lavori per le olimpiadi Milano-Cortina sono appena partiti e la ‘ndrangheta batte già un colpo. «Io qua ci ho 150.000 tonnellate se li devi mettere mettili e ti faccio lavorare». «Andiamo all’anno nuovo però». È il dialogo, intercettato dagli investigatori della Dia tra il geometra che si occupava dei lavori di demolizione e bonifica nell’area dello scalo ferroviario di Porta Romana a Milano, dove sorgerà il villaggio olimpico 2026, e il presunto affiliato alla ‘ndrangheta Pietro Paolo Portolesi, da ieri ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia per trasferimento fraudolento di beni e appropriazione indebita di oltre 300mila euro.

La Dia ha eseguito ieri un sequestro complessivo di 5,5 milioni di euro in beni mobili, immobili e conti correnti intestati a quattro società riconducibili a Portolesi. 53 anni, coinvolto nell’operazione Minotauro della Dda di Torino nel 2011 è stato condannato per associazione a delinquere di stampo mafioso e, successivamente, per turbativa d’asta; appartenente, con la dote della “santa” alla “locale” di Volpiano (nel Torinese), nel suo curriculum anche l’esser stato “factotum” del presunto boss del narcotraffico Pasqualino Marando.

Secondo gli inquirenti Portolesi si sarebbe ora infiltrato attraverso la società a lui riconducibile, la «Legnano Ecoten», con un «sito di conferimento delle macerie», nei lavori «oggi in corso di esecuzione all’interno del cantiere per la realizzazione (anche) del villaggio olimpico per i Giochi invernali dell’anno 2026», per le «opere connesse alla riqualificazione dello scalo ferroviario di Milano-Porta Romana». Riqualificazione che prevede «la demolizione e la bonifica di preesistenti strutture delle Ferrovie dello Stato».

Lo si legge nell’ordinanza firmata dalla gip Anna Calabi. Sempre stando all’ordinanza, chiesta dalla pm della Dda Silvia Bonardi e dalla Procuratrice aggiunta Alessandra Dolci, l’indagato avrebbe avuto col geometra «diverse conversazioni» a partire dal novembre scorso sul «conferimento di macerie provenienti» da quell’area dello scalo ferroviario da riqualificare. Un presunto business che però si sarebbe interrotto dopo alcuni carichi perché la cava aveva presto raggiunto la soglia massima di conferimenti annuali, ma, sempre stando all’ordinanza, «con riserva di riprenderli in quest’anno 2022, salvo il raggiungimento di un accordo sul prezzo».

Oltre alla Legnano Ecoter impegnata per i lavori di Scalo Romana sarebbero riconducibili alla stessa persona la Medi Opere, la Handling Rose e Dismantie Eu, tutte specializzate nel settore dello sterro (movimento terra), tutte regolarmente iscritte nelle «White list» e dunque di fatto «assolutamente legittimate ad operare nella filiera dei pubblici appalti». E tutte intestate a prestanome. Il suo nome figurava solo in una delle 4 società, ma come autista di tir: «Quelli sono lì a rompere il c… e non so a che ora vanno via», risulta in un’intercettazione relativa a un controllo in cantiere. Tra le teste di legno ci sarebbe la figlia, anche lei indagata, oltre ad un figlio maschio stipendiato per non fare nulla. Sempre stando all’ordinanza della Gip di Milano nell’elenco dei lavori affidati alle società di cui sarebbe il dominus occulto ci sarebbe un subappalto per le demolizioni all’Ortomercato nelle opere per la nuova piastra commerciale, dove Portolesi avrebbe contrattato prezzi e modalità di esecuzione dei lavori direttamente con i funzionari della società vincitrice della gara bandita da Sogemi, società che gestisce l’Ortomercato. E ancora cantieri della Tangenziale di Novara e un altro subappalto per la bonifica di un terreno inquinato a Buccinasco.

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