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Italia, corruzione in espansione

In Italia la corruzione è in espansione. Lo evidenza la relazione della commissione europea sullo stato di diritto del 2022. A risentirne è la pubblica amministrazione e il Pnrr è a rischio. La Commissione, inoltre, rileva che – nonostante le diverse proposte legislative volte a rafforzare la prevenzione della corruzione — le iniziative sugli interventi normativi in tema di protezione degli informatori, conflitti di interesse e lobbying sono sospese. Le regole sul finanziamento dei partiti politici e delle singole campagne mostrano forti lacune, così come la pratica di incanalare le donazioni ai partiti politici attraverso fondazioni e associazioni, che costituisce un serio ostacolo alla responsabilità pubblica, poiché le transazioni sono difficili da rintracciare e non esiste un unico registro comune.

 

Fonte: Italia Oggi del 22.07.2022 di Emanuele Fisicaro

Il 16 luglio 2022 la Commissione europea ha pubblicato la Relazione sullo Stato di diritto del 2022. Nel capitolo dedicato al nostro Paese, l’incipit: in Italia la corruzione è in espansione soprattutto nella Pubblica Amministrazione e il Pnrr è a rischio. Si aggrava, insomma, la posizione dell’Italia.

Nel Corruption Perceptions Index (Cpi) di Transparency International per il 2021, l’Italia raggiunge il punteggio di 56/100 e si colloca al 13° posto nell’Unione Europea e al 42° su scala globale. Di fatto, la percezione del fenomeno corruttivo è notevolmente aumentata negli ultimi cinque anni. L’Unione Europea, come ogni anno, fa il punto sugli Stati aderenti all’Ue e lo fa con una panoramica sulle tendenze in tutta l’Unione. Il rapporto ha analizzato gli sviluppi raggiuti dall’Italia nei quattro settori chiave dello Stato di diritto: sistemi giudiziari; quadro anticorruzione; pluralismo e libertà dei media e bilanciamento istituzionale dei poteri. Con particolare riferimento al sistema di contrasto alla corruzione, la Commissione rileva che, sebbene da luglio 2021 l’Italia abbia adottato strategie anticorruzione, tuttavia la corruzione continua a rappresentare uno dei maggiori problemi.

L’Unione Europea sottolinea che, nell’ambito degli impegni del Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), l’Italia ha visto l’adozione di una serie di riforme ma, allo stato, esse non sono sufficienti, tanto che è a rischio l’attuazione stessa del Pnrr. Di conseguenza, la Commissione ha elaborato per l’Italia le seguenti raccomandazioni: rispetto degli impegni assunti nell’ambito del Pnrr, digitalizzazione del sistema giudiziario, repressione dei reati di corruzione anche attraverso la digitalizzazione e l’interconnessione dei registri, regolamentazione del conflitto di interessi e disciplina delle attività di lobbying per istituire un registro, vigilanza sulla pratica di canalizzare le donazioni attraverso fondazioni e associazioni politiche e introduzione di un unico registro elettronico per le informazioni sul finanziamento dei partiti e delle singole campagne.

La Commissione, inoltre, rileva che – nonostante le diverse proposte legislative volte a rafforzare la prevenzione della corruzione — le iniziative sugli interventi normativi in tema di protezione degli informatori, conflitti di interesse e lobbying sono sospese. Nello specifico, le regole sul finanziamento dei partiti politici e delle singole campagne mostrano forti lacune, così come la pratica di incanalare le donazioni ai partiti politici attraverso fondazioni e associazioni, che costituisce un serio ostacolo alla responsabilità pubblica, poiché le transazioni sono difficili da rintracciare e non esiste un unico registro comune.

In Italia, la corruzione è sempre più utilizzata dalla criminalità per infiltrarsi nell’economia legale. Alla luce di tale dato, la maggiore preoccupazione è rappresentata dai rischi connessi con l’attuazione del Pnrr, con particolare attenzione agli appalti pubblici e alle misure anticorruzione. Nonostante vi sia collaborazione tra le procure e la polizia finanziaria, tuttavia, nelle aree in cui si verificano la maggior parte dei casi di corruzione, le misure risultano insufficienti, e ciò appare evidente soprattutto nella pubblica amministrazione e negli appalti pubblici, con crescenti vulnerabilità nei settori delle energie rinnovabili e dell’edilizia.

I rischi di corruzione legati alla pandemia di Covid-19, poi, rimangono ancora elevatissimi, mentre la criminalità economica ricorre sempre più a pratiche corruttive per raggiungere i propri scopi illeciti. I maggiori rischi durante la pandemia Covid-19 si sono trasformati, nel corso del 2021, in un aumento della corruzione e dei reati correlati.

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